Sesta lezione Antropologia dei media

Ecco la sesta #pilloladiantropologia

Abbiamo deciso con i due corsi che sto tenendo a distanza che dovevamo cambiare il programma e discutere di quello che stiamo vivendo, quindi questa lezione ha un focus specifico su un’antropologia dei media ai tempi del Covid19.

Credo sia importante porsi delle domande, dobbiamo chiederci dove vanno a finire tutte queste immagini, questi suoni, queste chat, queste parvenze di presenza che produciamo quotidianamente?

Come facciamo a vivere senza riflettere seriamente su questo deposito interiore così vasto di immagini riflesse?

Dobbiamo capire cosa sono i big data e come agiscono sulle nostre vite, sono diventati l’ossigeno della mega-macchina del consumo iper-capitalista, la nuova fonte di ricchezza per le corporation che fanno affari sui nostri desideri e immaginari, plasmati e costruiti da un bombardamento mediatico continuo. E questo perché le informazioni che i big data raccolgono riguardano le nostre vite, le preferenze, i gusti di tutti noi che navighiamo nel web.

Cerchiamo tutti insieme di costruire un’arte della resistenza a questa invasione da parte delle corporation che gestiscono questi dati, ma soprattutto ricordiamoci che siamo animali umani, esseri relazionali e non ci possiamo accontentare di queste presenze mutilate, i corpi sono centrali nelle nostre relazioni, non dimentichiamocelo.

 

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