L’anarchia selvaggia di Pierre Clastres

 

E’ stato ristampato nel 2018 un libro edito in Italia nel Febbraio 2013 dalle edizioni elèuthera, una raccolta di saggi di Pier Clastres dal titolo Anarchia selvaggia le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re, scritti meno conosciuti del famoso Le società contro lo stato ma molto importanti per capire profondamente la questione del potere, della violenza e il modo clastriano di affrontare il problema della storia, antitetico a quello marxista evoluzionista.

L’indagine della dimensione politica nella società primitiva rappresenta il cuore della speculazione di Clastres, il luogo intorno a cui ruota la sua interpretazione delle società primitive. Le domande poste in questi saggi sono alte: da dove viene il potere dell’uomo sull’uomo? Da dove viene il potere politico?

La cultura occidentale pensa il potere politico in termini di relazioni gerarchiche e autoritarie di comando obbedienza, ovvero una relazione di coercizione, ne deriva che le società primitive sono senza mandanti di potere politico.

Questo legame potere -coercizione è rifiutato da Clastres. Ciò che differenzia le società non è la presenza o l’assenza del potere politico, ma la relazione tra sfera politica e società, quindi la domanda fondamentale diventa che cos’è il potere politico? E come e perché si passa dal potere politico non coercitivo al potere politico coercitivo?

Smantellando un consolidato pregiudizio etnocentrico, Clastres non considera le società primitive come insiemi sociali immaturi che per uscire dalla loro arretratezza socio-culturale devono evolvere nella direzione della divisione sociale e dunque della gerarchia. Al contrario, queste società indivise resistono coscientemente a qualsiasi accumulazione del potere al proprio interno che possa insinuare la diseguaglianza nel corpo sociale.

Per fare questo mettono i propri capi tribali sotto il segno di un debito verso la comunità che impedisce al loro desiderio di prestigio di trasformarsi in desiderio di potere. Sono appunto questi capi senza potere che esprimono compiutamente la filosofia politica del pensiero selvaggio, un capo non senza potere ma con un potere non coercitivo, un capo indebitato con la società e con il dovere della parola, cioè il dovere di tramandare le tradizioni e l’importanza della società indivisa.

Altro nodo centrale del testo è il capitolo che spiega la guerra nelle società primitive, il celebre saggio Archeologie de la violence pubblicato in Francia nel 1977 a pochi mesi dalla sua morte dove si distanzia sia dalla famosa posizione Hobbesiana del primitivo ingenuo sempre in guerra con il vicino e dalla teoria scambista di Levi-Strauss e Marcell Mauss, dove il dono è visto come il modo primitivo di realizzare quella pace che nella società civile è garantita dallo stato. Lo scambio realizzerebbe la pace eliminando il disordine originario: dallo stato di guerra Hobbesiano alla pace attraverso lo scambio, che è mediazione tra eguali.

Per Hobbes la società primitiva è la società della guerra di tutti contro tutti, nel modello scambista essa è la società dello scambio di tutti con tutti.

Per Clastres è tutto più complesso, come Hobbes non colse la dimensione dello scambio, Levi-Strauss e Mauss non colsero la dimensione bellica:

la società primitiva è lo spazio dello scambio ed è anche il luogo della violenza: la guerra appartiene all’essere sociale primitivo allo stesso titolo dello scambio

 

La comunità selvaggia è unita perché impedisce il prodursi di diseguaglianze attraverso il rifiuto della stratificazione sociale, e allo stesso tempo è totalità in quanto insieme autonomo e autosufficiente, attenta a tramandare la propria autonomia. In questa situazione i gruppi vicini, gli altri, sono lo specchio che rimanda alla comunità l’immagine della propria unità-totalità, da questo ne deriva che la possibilità della guerra è contenuta strutturalmente dentro la società selvaggia.

Quindi l’equazione uomo-guerriero è presente in ogni parte della vita sociale delle società primitive, investe l’intera cultura, perché attraverso la guerra i gruppi che compongono la società primitiva si oppongono al potere autoritario dello stato, alla divisione della società.

Ne scaturisce un’immagine della società primitiva come “società per la guerra” che al tempo stesso è “società contro il guerriero”. Ed irrompe la rappresentazione di una società in cui la selezione fra i sessi dà vita ad una superiorità del femminile in quanto genere per la vita. Una superiorità che può essere ribaltata solo nel mondo senza donne dell’universo mitico.

A.Staid

 

 

 

Pierre Clastres

L’ANARCHIA SELVAGGIA

le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re

120 pp. € 12,00

9788898860814_0_0_626_75

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...